L’effetto moltiplicatore della Zakat

Una gestione sana ed efficiente della Zakat permette, nel lungo termine, di liberare il potenziale moltiplicatore della Zakat. Soltanto mettendo in comune le risorse, insieme potremo permettere a questo potenziale di sbocciare.

Già teorizzato nella prima metà del XX secolo dal famoso economista inglese John Maynard Keynes, il principio dell’effetto moltiplicatore non è niente di nuovo. Tale principio sostiene che qualsiasi aumento della domanda globale comporta, in definitiva, una domanda del reddito più che proporzionale. Nel gergo macroeconomico, la domanda globale include i consumi, gli investimenti e la spesa pubblica di un paese. Su questa base, Keynes ha spiegato che la variazione dell’importo di una spesa, per esempio in questo caso della spesa pubblica, può avere un effetto moltiplicatore sul reddito nazionale o sull’attività economica globale. È questo l’effetto che può avere la Zakat, se non ancora maggiore.

Il moltiplicatore della Zakat

Poiché sappiamo che i consumi, gli investimenti e la spesa pubblica sono componenti della domanda globale, è facile comprendere i legami con la Zakat. Rappresentando un pagamento annuale pari al 2,5% del patrimonio dei musulmani, la Zakat rappresenta una spesa annua di circa 600 miliardi di dollari all’anno (Banca Mondiale, 2015). Così, in connessione con l’effetto moltiplicatore di Keynes, la Zakat svolge – all’interno di un’economia – un ruolo moltiplicatore allo stesso titolo di una variazione dell’investimento o delle spese pubbliche.

Al di là della moneta

La Zakat agisce quindi come un pacchetto annuale di ripresa economica che facilita la ridistribuzione della ricchezza all’interno dell’economia. Se guardiamo più da vicino, potremmo anche affermare che l’effetto moltiplicatore della Zakat può avere una portata maggiore dell’effetto moltiplicatore keynesiano. Infatti, al di là dell’aspetto monetario, La Zakat non mira unicamente ad effettuare un trasferimento dai più abbienti verso i più poveri, ma mira ad influenzare positivamente la società in una moltitudine di aspetti (spirituali, psicologici, finanziari ed educativi). In tal modo, il ruolo di un’istituzione che gestisce la Zakat non si limita a fare il collegamento tra colui che paga la Zakat e colui che la riceve, ma soprattutto si propone di raggiungere gli obbiettivi della Zakat e di portare così un cambiamento positivo all’interno della società.

La Zakat ci unisce

Il 2.5% del patrimonio di una persona che paga la Zakat può rappresentare il 100% di una persona che riceve questa Zakat. Nell’era della digitalizzazione, il mondo è più che mai interconnesso. Tuttavia, occorre constatare che purtroppo non è così nella nostra comunità in Svizzera. La Zakat ci unisce. Permette a colui che paga la Zakat di completare il suo terzo pilastro dell’Islam e allo stesso tempo rende possibile dare un contributo importante ad una famiglia che ne ha bisogno e che forse vive nella sua stessa città.

La Zakat ci lega anche umanamente. Il legame tra chi paga e chi percepisce la Zakat non deve limitarsi all’aspetto puramente pecuniario. Ogni persona che paga la Zakat apporta non solo un contributo monetario, ma anche un contributo umano. Ogni uomo o donna che contribuisce a questa cassa comune della Zakat ha infatti competenze uniche. Una volta mobilitate, queste diverse competenze possono fornire risorse e un sostegno inestimabile alle persone che ricevono la Zakat, aprendo loro vie nella ricerca di un lavoro, nella richiesta di un tirocinio o nel coaching delle suddette persone, al fine di accompagnarle a diventare finanziariamente indipendenti e di avviare la propria impresa o start-up. È in questo modo che la Zakat ci unisce, ci avvicina e crea legami umani e sociali più che mai necessari.

Saâd Dhif

Fondazione Svizzera per la Zakat

Presidente

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